19 May, 2019
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CISTITE INTERSTIZIALE

La cistite interstiziale è una patologia estremamente rara e di complessa diagnosi e gestione per l’urologo. La sua incidenza è aumentata negli ultimi 20 anni, anche a causa del miglioramento delle tecniche di diagnosi e di una maggior consapevolezza sulla patologia. Come per le altre forme di cistite, l’incidenza è maggiore nelle donne, con un rapporto femmine-maschi di circa 5:1. La patologia è caratterizzata da uno stato di infiammazione cronica della vescica e conseguenti sintomi relativi, in assenza di infezione o di altre cause che potrebbero essere alla base del processo infiammatorio.

La patologia è debilitante, invalidante e molto difficile da trattare. Il motivo per cui venga è al momento sconosciuto, anche se sono state fatte varie ipotesi. Secondo alcuni potrebbe essere una patologia di origine autoimmune, secondo altri una malattia vascolare, ma anche l’esi6ea5a5119172b68e855402a8345c01festenza di infezioni occulte o di alterazioni neurologiche non è stata esclusa.

La cistite interstiziale è caratterizzata dagli stessi sintomi di una normale cistite batterica, con dolore, bruciore, minzione frequente e stimolo continuo a urinare, ma gli esami microbiologici della coltura urinaria risultano negativi e questo può confondere il clinico rendendo più complesso arrivare a riconoscere la patologia. L’unico modo per fare diagnosi di certezza è la cistoscopia con prelievi istologici che poi, analizzati, evidenziano la presenza di tessuto infiammatorio nella parete vescicale. La diagnosi clinica, invece, si fa per esclusione di altre patologie che possono portare gli stessi sintomi.

Altro importante problema della cistite interstiziale è che questa non risponde alle terapie normalmente usate per la cistite classica, quindi agli antibiotici, e che non esiste un trattamento specifico e risolutivo. Fondamentale è quindi scegliere un bravo urologo di riferimento e farsi seguire passo passo nella scoperta dell’approccio farmacologico più adatto al singolo caso.

In associazione alle misure terapeutiche scelte dall’urologo, può essere utile seguire un regime alimentare attento,  evitando cibi piccanti, sostanze alcoliche, insaccati e caffè, ridurre lo stress quotidiano e fare attività fisica regolare. Ancora, il nostro prodotto  di sodio può dare sollievo, essendo stato evidenziato in alcuni studi in letteratura che l’alcalinizzazione delle urine dà beneficio nei casi di cistite interstiziale. Parlatene con il vostro urologo!

La Cistite: scopriamo insieme cos’è e come si diagnostica

La cistite è una patologia molto comune, soprattutto nel sesso femminile, conseguente ad un’infiammazione della vescica. Si presenta con sintomi fastidiosi e spesso anche molto dolorosi, ossia: pollachiuria, urgenza minzionale, disuria, stranguria, piuria o ematuria.

Vediamoli insieme uno ad uno:

  • POLLACHIURIA: dal greco “pollakis” e “urein”, ossia “urinare spesso”, è il sintomo più comune, presente anche nei casi più lievi di cistite. La persona malata sente continuamente il bisogno di andare in bagno e conseguentemente l’urina escreta è pochissima. Questo è dovuto a due motivi: da una parte vi è una riduzione della capienza interna  della vescica dovuta all’ingrandimento reattivo della mucosa, dall’altra un’iperattività vescicale su base infiammatoria, quindi, in presenza di un riempimento anche minimo, l’urina che va a premere sulle pareti infiammate della vescica provoca dolore, e come reazione il corpo cerca di svuotarsi il prima possibile.
  • URGENZA MINZIONALE: è, come il termine stesso dice abbastanza chiaramente, l’incapacità di trattenersi dall’urinare. Il paziente corre in bagno, anche se in realtà la vescica è quasi vuota. Soprattutto nella donna, che ha un sistema di sfinteri anatomicamente più debole di quello dell’uomo, si possono avere delle perdite involontarie.
  • DISURIA: dal greco “dys” e “ouria”, ossia “urino difficilmente”, è la difficoltà ad espellere le urine. Spesso il flusso potrà quindi sembrare più lento o indebolito.
  • STRANGURIA: è il dolore ad urinare. Il dolore è acuto e spesso presente solo all’atto di andare in bagno. Per altri pazienti invece si può avere dolore con localizzazione sovra-pubica anche durante il resto del giorno.
  • PIURIA: è la presenza di materiale purulento nelle urine, quindi globuli bianchi e batteri. Le urine avranno un colore torbido e saranno particolarmente maleodoranti. In molti casi di cistite questo sintomo è più sfumato, manifestandosi solo con variazioni dell’odore.
  • EMATURIA: con questo termine si indica la presenza di sangue all’interno delle urinequindi la cosiddetta “cistite con sangue”. Questo è un segno più raro di cistite e si presenta nelle forme più gravi, oppure nelle cistiti attiniche e nelle cistiti da radiazioni. Spesso non vi è una presenza macroscopica di sangue ma solo tracce rilevabili agli esami di laboratorio (microematuria).
  • FEBBRE: la cistite acuta semplice è una malattia generalmente afebbrile. Qualche piccolo rialzo termico è sempre onebit_36possibile, trattandosi di un processo infettivo, ma se si rilevassero temperature molto elevate è importante  chiamare un medico perché ci si potrebbe trovare di fronte ad una complicanza più grave, come  un’infezione pielonefritica.